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I nuovi trend del beverage

Aggiornamento: 9 nov



MeMento è una realtà pionieristica nel settore del Beverage: si tratta infatti di un distillato analcolico.


Quello che apparentemente sembra un ossimoro in realtà non lo è, perché la distillazione delle piante aromatiche – mediterranee in particolare – avviene senza l’impiego di alcol, dando vita a un blend destinato alla miscelazione di prodotti non alcolici.


Il contesto che ha portato all’ideazione del prodotto è quello di una previsione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha prospettato un calo dei consumi dei prodotti alcolici in favore di quelli analcolici.


I motivi principali sono due: da un lato, le politiche governative dissuasive nei confronti del consumo di alcolici; dall’altro lato, una sempre maggiore consapevolezza dei consumatori, che preferiscono optare per scelte alimentari più sane e sostenibili.


Di cosa parla il Webinar?


L’ospite del webinar, il fondatore di MeMento Eugenio Muraro, ha visto in questo contesto un’opportunità per entrare in un mercato di prodotti senza alcol, creando una vera alternativa ai prodotti già esistenti come sode, acque toniche e succhi di frutta.


L’obiettivo non è sostituire questi prodotti, bensì dare la possibilità di comporre un drink che offra un’esperienza simile a quella del “classico” drink alcolico, ma nel mondo analcolico.


Gli elementi che gratificano sono quelli che circondano il cocktail: l’ambiente, la presentazione, la guarnizione e, ovviamente, il gusto.


MeMento ha reso possibile stimolare il palato e l’olfatto senza gli “svantaggi” della componente alcolica.


Come è stata comunicata l’idea attraverso l’etichetta?


Qui sopra trovi la registrazione completa di quanto è emerso nel corso del webinar del 14 ottobre 2022.


Il punto di partenza è l’idea di comunicare i concetti di natura e piante nel packaging.


In particolare, l’etichetta è realizzata in carta e presenta cinque strisce trasparenti che ne mostrano la sezione interna e permettono di vedere attraverso il vetro della bottiglia, richiamando alla mente un paesaggio del mediterraneo (MeMento significa proprio ricordo).


esempio etichetta in carta certificata FSC

Dal punto di vista tecnico, il risultato è stato ottenuto combinando due materiali differenti, per creare l’effetto finale di trasparenza che mostra il lato dell’etichetta che viene apposto sul retro della bottiglia.


Le soluzioni tecniche proposte dal nostro etichettificio industriale, attraverso lo scambio di idee con MeMento, non implicano necessariamente costi eccessivi ed hanno consentito di ottenere un risultato eccellente, avvalendosi di competenze ed esperienze acquisite dall’azienda nella stampa di etichette.


MeMento, ad oggi, è distribuito in 12 Paesi e al brand viene riconosciuta l’unicità della bottiglia: un elemento fondamentale nella comunicazione.


E per quanto riguarda la sostenibilità?


Qui sopra trovi la registrazione completa di quanto è emerso nel corso del webinar, ma riportiamo alcuni passaggi fondamentali.


I prodotti a kilometro zero, oltre a garantire qualità, offrono la possibilità di mantenere una supply chain più sostenibile.


La scelta di partner italiani eccellenti aiuta a sostenere l’idea di miglioramento continuo di MeMento.


Tra questi, il nostro etichettificio ha ottenuto la Certificazione FSC® che assicura che il materiale segua una filiera controllata e verificata: la carta proviene da foreste gestite in modo responsabile e i lavoratori che se ne occupano vedono pienamente rispettati i propri diritti.


Le parole del Fondatore di MeMento, Eugenio Muraro


Un packaging ben studiato ed esteticamente appagante si presta maggiormente al riutilizzo.

MeMento incentiva la circolarità.


Oltre alle etichette in carta certificata FSC, la bottiglia è realizzata in vetro riciclabile e il tappo in legno.


In questo modo, il prodotto può essere scomposto e le bottiglie riutilizzate per dare loro una seconda vita, creando candele, lampade, abat-jour e profumatori d’ambiente.

esempio circolarità del packaging riutilizzabile

Le parole del COO di Alkam, Stefano Clavenna


Il fatto che da una buona intuizione siano nati un’idea e un prodotto che hanno preso vita e stanno avendo un tale successo nel mercato per noi è la soddisfazione più grande.

L’etichetta gioca un ruolo fondamentale. Il confronto tra l’azienda cliente e un etichettificio industriale come quello di Alkam è risultato determinante nell’aggiungere valore al risultato e alla possibilità di presentare il prodotto nel modo migliore.


In conclusione, Eugenio Muraro ha invitato i partecipanti a visitare l’etichettificio Alkam per toccare con mano anche l’elemento materico e scoprire tutte le opportunità che l’esperienza, le tecniche e le competenze possono mettere a disposizione di altre aziende del Beverage, ma anche del Food e della Cosmesi.


Qui sopra trovi la registrazione completa di quanto detto lo scorso 14 ottobre: se hai qualche curiosità, dubbio o domanda, commenta qui sotto o contattaci.


Saremo felici di risponderti!







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