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Etichette chiudipacco: come funzionano e quali materiali utilizzare

  • Immagine del redattore: Alkam
    Alkam
  • 12 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 13 feb

quando usare le etichette chiudipacco e quali sono i materiali più adatti

Le etichette chiudipacco sono una soluzione sempre più utilizzata nel packaging per migliorare la protezione del prodotto e la percezione del brand.

In questa guida scopri cosa sono, come funzionano, quando utilizzarle e come scegliere il materiale più adatto alla tua applicazione.


Introduzione

Nel packaging moderno l’etichetta non serve solo a comunicare informazioni obbligatorie o di marketing. Sempre più spesso diventa una componente funzionale del packaging.


Le etichette chiudipacco, note anche come etichette apri e chiudi, permettono di richiudere una confezione dopo l’apertura, mantenendo il prodotto protetto. Per le aziende della GDO, del food & beverage e della cosmetica, rappresentano una soluzione tecnica che unisce praticità, sicurezza e branding.


Indice


 

Quali caratteristiche hanno le etichette chiudipacco?

Si tratta di etichette adesive progettate per consentire aperture e richiusure multiple della confezione senza perdere adesività o integrità.


Vengono applicate su packaging flessibili o semi-rigidi e permettono di:

  • aprire il prodotto in modo controllato;

  • richiudere la confezione più volte;

  • proteggere il contenuto da contaminazioni;

  • mantenere la freschezza del prodotto;

  • strumento antieffrazione.


Non si tratta di una semplice etichetta adesiva, ma di una soluzione tecnica studiata per resistere a stress meccanici e uso ripetuto.


Funzione antieffrazione: sicurezza e integrità del prodotto

Oltre alla classica funzione di apertura e richiusura, le etichette chiudipacco possono svolgere anche una funzione di antieffrazione, aumentando il livello di sicurezza del packaging.


In alcune configurazioni tecniche, l’etichetta è progettata per:

  • evidenziare eventuali tentativi di apertura non autorizzata;

  • lasciare segni visibili in caso di rimozione forzata;

  • rompersi o deformarsi, se staccata completamente.


Questo significa che il consumatore può verificare immediatamente se la confezione è stata manomessa prima dell’acquisto o durante la distribuzione.


Nel settore food e nella GDO, questa caratteristica è particolarmente rilevante perché contribuisce a tutelare l’integrità del prodotto e ridurre il rischio di manomissioni in punto vendita. Per un’azienda, integrare una funzione antieffrazione nelle etichette chiudipacco significa aggiungere un livello di protezione senza modificare la struttura del packaging.

 

Come funzionano le etichette apri e chiudi?

Il funzionamento delle etichette chiudipacco si basa su adesivi specifici e su una progettazione accurata della forma.


In genere prevedono:

  1. una zona di presa (lift tab) per facilitare l’apertura

  2. un adesivo riposizionabile che mantiene la presa nel tempo

  3. un supporto resistente a pieghe e strappi


La sfida tecnica è garantire un equilibrio tra:

  • forza adesiva sufficiente

  • possibilità di riapertura

  • assenza di residui sul packaging

È qui che entra in gioco l’esperienza dell’etichettificio.

 

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Materiali adatti

Le etichette chiudipacco possono essere realizzate in diversi materiali, scelti in base al tipo di confezione e all’ambiente di utilizzo.


I materiali frontali più comuni sono:

-        materiali sintetici

-        materiali cartacei

-        materiali sostenibili (riciclati/compostabili)

-        con doppio strato (triplex)


Riguardo gli adesivi, i più comuni sono:

-        permanenti

-        removibili

-        speciali


La scelta dipende anche dal tipo di prodotto e dalla finitura della superficie del packaging.


Dopo aver individuato il migliore frontale e il migliore adesivo, si procede con uno stress-test applicando l’etichetta sulla confezione finale, per verificarne la perfetta compatibilità con il packaging.

 

Settori e applicazioni più comuni

Le etichette chiudipacco sono utilizzate soprattutto in:

  • food & beverage: snack, affettati, prodotti da forno

  • GDO: prodotti monodose o richiudibili

  • cosmetica: salviette, maschere, prodotti multiuso

  • pet food: sacchetti richiudibili


 

Come scegliere l’etichetta chiudipacco giusta

Per scegliere correttamente un’etichetta chiudipacco è importante valutare:

  • tipo di packaging (film, plastica, carta)

  • numero di aperture previste

  • condizioni di utilizzo (umidità, freddo, grassi)

  • obiettivi di sostenibilità

  • compatibilità con le linee di confezionamento


Soluzioni standard e personalizzate

In base ai volumi e alle esigenze produttive, è possibile scegliere tra:

  • etichette apri e chiudi completamente personalizzate, in forma, materiale e adesivo

  • soluzioni con fustella standard, personalizzabili nella grafica, ideali anche per aziende con volumi più contenuti

Come etichettificio industriale, supportiamo le aziende nella scelta della soluzione più adatta, valutando funzionalità, prestazioni e compatibilità con il proprio packaging

 

FAQ

Le etichette chiudipacco mantengono l’adesione nel tempo?

Sì, se progettate correttamente con adesivi riposizionabili di qualità.

Possono essere personalizzate graficamente?

Certo, possono includere stampa, colori e finiture coerenti con il brand.

Sono alternative alle zip di chiusura?

In molti casi sì, soprattutto quando si vuole evitare modifiche strutturali al packaging.

 

Conclusioni

Le etichette chiudipacco sono una soluzione tecnica che unisce funzionalità, esperienza d’uso e comunicazione. Non sono un dettaglio secondario, ma una scelta strategica per migliorare il packaging senza stravolgerlo.


Affidarsi a un etichettificio industriale come Alkam significa scegliere un partner che ti guida nella soluzione più adatta al tuo prodotto, con competenza tecnica e visione industriale.





 

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