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Etichette prodotti chimici: guida completa 2025 per sicurezza e resistenza industriale

  • Immagine del redattore: Alkam
    Alkam
  • 5 ott 2021
  • Tempo di lettura: 8 min

Aggiornamento: 22 dic 2025


etichette prodotti chimici

Le etichette per prodotti chimici devono essere conformi al regolamento CLP, ma anche resistenti a solventi, umidità, abrasioni e sbalzi di temperatura, altrimenti diventano un rischio per la sicurezza e un problema di non conformità. In questa guida operativa trovi: (1) cosa deve contenere un’etichetta CLP e cosa cambia nel 2025 per chi le produce, (2) come scegliere materiali, adesivi e stampa in base allo scenario reale d’uso, (3) gli errori più comuni che causano etichette illeggibili o che si staccano (e come evitarli).


Indice


Perché le etichette prodotti chimici sono fondamentali?

Nello specifico, queste etichette devono essere apposte saldamente sul prodotto, per evitare che si scollino o che vengano perse, devono essere facilmente leggibili ed indelebili ed infine resistere al contatto con gli agenti chimici ed alle temperature estreme.


In questo modo si ottiene una perfetta tracciabilità del prodotto e delle sostanze pericolose contenute nel prodotto finale. Per quanto riguarda il trasporto, durante lo spostamento di merci pericolose o infiammabili, la presenza dell'etichetta è necessaria in termini di legge per la sicurezza di chi le utilizza.


Quali requisiti deve garantire un’etichetta chimica (oltre alla normativa)

Un’etichetta efficace deve:

  • aderire saldamente al contenitore (taniche, flaconi, fusti, metallo, HDPE)

  • restare leggibile e indelebile nel tempo

  • resistere a solventi, acidi, oli, detergenti aggressivi

  • tollerare umidità, condensa, gelo, calore, raggi UV

  • rimanere integra con urti, vibrazioni e abrasioni (logistica/ADR)

Nota operativa: un’etichetta formalmente “corretta” ma che si rovina o si stacca durante l’uso reale può diventare un problema di sicurezza e un rischio di non conformità sul campo.

Un' etichetta ben realizzata infatti non serve solo a “dire cosa c’è dentro”, ma a prevenire incidenti, garantire gestione sicura e mantenere la conformità in produzione, stoccaggio e trasporto.


CLP 2025: cosa cambia per chi produce e stampa etichette

Prima di immettere sul mercato sostanze o miscele, il regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging) impone progetta, stampa e gestisce etichette di classificarle, etichettarle e imballarle in modo adeguato.


Il CLP stabilisce i criteri per la classificazione e gli elementi che devono comparire sull’etichetta: pittogrammi, avvertenze, indicazioni di pericolo (frasi H), consigli di prudenza (frasi P), oltre alle informazioni sul fornitore e sulle modalità di gestione sicura del prodotto.


Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/2865, sono state introdotte novità importanti come nuove classi di pericolo, l’etichettatura digitale tramite QR code e tempi più rapidi di aggiornamento delle etichette.


Se vuoi approfondire tutti i dettagli normativi, abbiamo dedicato un articolo completo all’etichettatura prodotti chimici e alle ultime novità legislative: clicca qui per leggerlo.

Secondo quanto riportato dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), le etichette per prodotti chimici devono garantire una comunicazione chiara e universale del rischio.


Cosa cambia in pratica per le aziende

1) Più aggiornamenti = più revisioni etichetta

  • aumentano i casi in cui serve aggiornare testi, pittogrammi, frasi H/P

  • serve una gestione più rigorosa di controlli e approvazioni interne

2) QR code / etichettatura digitale

  • utile per tracciabilità e informazioni estese (es. schede tecniche, SDS)

  • NON sostituisce le informazioni obbligatorie in etichetta: va gestito come supporto, non scorciatoia

3) Nuove classi di pericolo e maggiore complessità

  • impatta direttamente su:

    • layout (spazio)

    • leggibilità (gerarchia)

    • rischio di “etichette troppo dense” (da progettare meglio)

In sintesi: per chi produce etichette, il tema non è “sapere la legge”, ma riuscire a stampare etichette aggiornabili, leggibili e durevoli, senza errori e senza rilavorazioni.


Approfondimento normativo (fonte istituzionale): per una panoramica ufficiale sul regolamento CLP, consulta la pagina EU-OSHA


Classificazione armonizzata (CLH) e obblighi dei produttori


Pittogrammi di pericolo GHS CLP

I fabbricanti, gli importatori e gli utilizzatori hanno l’obbligo di classificare ed etichettare le sostanze pericolose per garantire massima sicurezza sulla salute e sull’ambiente. Le classificazioni armonizzate sono elencate nel regolamento CLP.


La classificazione ed etichettatura delle sostanze che destano maggiori preoccupazioni (che presentano quindi particolari pericoli per il corpo umano) devono essere armonizzate in tutta l’UE per garantire un’adeguata gestione dei rischi: questo si verifica con l’armonizzazione della classificazione e dell’etichettatura (CLH).


Elementi chiave dell'etichetta CLP

Le etichette per prodotti chimici devono contenere:

  • dati del fornitore (nome, indirizzo e telefono);

  • quantità della sostanza o miscela;

  • nome e numeri identificativi del prodotto;

  • pittogrammi di pericolo;

  • avvertenze (“Pericolo” o “Attenzione”);

  • indicazioni di pericolo (frasi H);

  • consigli di prudenza (frasi P);

  • eventuali informazioni supplementari (es. modalità di smaltimento).


Ulteriori indicazioni sulle etichette sono riportate dal documento Inail, il quale dichiara che, per riuscire a contenere il numero dei consigli di prudenza, sull’etichetta non ne devono essere indicati più di 6, a meno che non lo richieda la particolare gravità dei pericoli.


L'etichetta non deve presentare consigli di prudenza superflui. Nel caso in cui la sostanza o miscela sia fornita al pubblico è necessario riportare sull'etichetta il consiglio di prudenza che ne riguarda lo smaltimento e l’imballaggio, a meno che non presenti alcun pericolo per la salute o per l’ambiente.


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Quante frasi P inserire? (errore frequente)

  • evitare consigli superflui

  • in genere non più di 6, salvo casi di pericolo elevato o requisiti specifici

  • quando destinata al pubblico, includere le indicazioni su smaltimento/imballaggio se pertinenti


Schede di sicurezza (SDS)

Le SDS (Safety Data Sheet) sono schede che integrano le etichette. Ricordano al lavoratore di non travasare sostanze pericolose e contengono 16 sezioni con informazioni su rischi, manipolazione e protezione. Etichette e SDS devono sempre essere consultate insieme per garantire un utilizzo sicuro.


Pittogrammi GHS/CLP: regole pratiche di stampa e leggibilità

I pittogrammi GHS/CLP sono obbligatori su tutte le etichette dei prodotti chimici immessi sul mercato e hanno il compito di comunicare in modo immediato e universale i rischi connessi a una sostanza o miscela.


Come devono essere stampati i pittogrammi per essere conformi e leggibili?

  • stampati su sfondo bianco con bordo rosso,

  • ben visibili e leggibili, senza sovrapposizioni grafiche,

  • proporzionati alle dimensioni dell’imballaggio, così da restare chiari anche su confezioni molto piccole.



Pittogrammi di pericolo GHS CLP con bordo rosso su sfondo bianco

Questi simboli hanno sostituito i vecchi quadrati arancioni e fanno parte del sistema armonizzato globale (GHS), che assicura coerenza a livello internazionale. Rappresentano diversi tipi di pericolo: fisico (ad es. esplosivi, infiammabili), per la salute (cancerogeni, tossici, irritanti) e per l’ambiente (sostanze nocive per organismi acquatici).


Ogni pittogramma è accompagnato da avvertenze e frasi di prudenza (P) che spiegano come manipolare, conservare o smaltire il prodotto in sicurezza. Ad esempio: un pittogramma con la fiamma segnala un prodotto altamente infiammabile, con indicazioni specifiche sullo stoccaggio lontano da fonti di calore.


L’uso corretto dei pittogrammi non è solo un obbligo normativo, ma una condizione indispensabile per proteggere lavoratori, trasportatori e utilizzatori finali.

esempio di pittogramma di etichetta per prodotti chimici

Materiali, adesivi e stampa: come scegliere la soluzione giusta

La scelta dei materiali è uno degli aspetti più importanti nella realizzazione di etichette per questo settore. Un’etichetta che si deteriora, si scolora o si stacca può rendere il prodotto non conforme e causare gravi problemi di sicurezza e logistica. Per questo motivo i materiali devono essere studiati per resistere a condizioni critiche come contatto diretto con solventi, oli, acidi, detergenti aggressivi, ma anche a urti, umidità e sbalzi di temperatura.


Le soluzioni più diffuse sono:

  • Polipropilene (PP) → tra i materiali plastici più usati. Offre un’elevata resistenza chimica e meccanica, è impermeabile e adatto a contenitori in plastica come taniche e flaconi. È flessibile e mantiene la leggibilità dell’etichetta anche se il contenitore viene schiacciato o deformato.

  • Poliestere (PET) → ideale per ambienti estremi. Resiste a solventi aggressivi, alte temperature e abrasioni, ed è quindi molto utilizzato per prodotti stoccati a lungo o trasportati in condizioni critiche. Ha una durata superiore al PP ed è consigliato per contenitori metallici o per fusti industriali.

  • Carte speciali trattate → adatte a prodotti meno aggressivi o a confezioni secondarie. Vengono trattate per resistere all’acqua e all’umidità, ma hanno una resistenza inferiore rispetto ai film plastici. Possono essere una soluzione economica per etichettare prodotti chimici a basso rischio o destinati al consumo rapido.

  • Materiali eco-friendly → carte riciclate, film compostabili o supporti certificati FSC®. Negli ultimi anni molte aziende scelgono soluzioni sostenibili per ridurre l’impatto ambientale, pur mantenendo requisiti di resistenza e conformità normativa. In questo settore, sono possibili se non compromettono resistenza e conformità (da validare caso per caso).


La scelta del materiale deve tenere conto non solo delle caratteristiche chimico-fisiche del prodotto, ma anche del contesto d’uso:

  • contenitori destinati a refrigerazione o immersione in acqua richiedono film plastici;

  • prodotti destinati all’export o al trasporto ADR necessitano materiali certificati e altamente durevoli;

  • soluzioni sostenibili possono essere privilegiate da aziende che vogliono comunicare attenzione all’ambiente senza rinunciare alla sicurezza.

Ci teniamo a specificare che le soluzioni di etichettatura green sono sempre possibili solo se non compromettono i requisiti di resistenza richiesti dal CLP.


Una consulenza specializzata è fondamentale per scegliere il materiale più adatto e garantire che l’etichetta mantenga la sua funzione informativa e di sicurezza in qualsiasi condizione.


Tabella decisionale: materiale consigliato per ogni scenario

Scenario reale d’uso

Problema tipico

Materiale consigliato

Contatto frequente con solventi/oli

Etichetta si macchia o si scioglie

PET

Taniche HDPE / superfici “difficili”

Distacco dopo pochi giorni

PP + adesivo rinforzato per plastiche

Magazzino umido/condensa/frigo

Perdita di adesione e leggibilità

Film plastici + adesivo idoneo + stampa resistente

Esterno / UV

Scolorimento e degrado

PET + protezione UV / laminazione

Export / ADR

Danneggiamenti in logistica

PET o film ad alta durabilità + stampa industriale

Chimici a basso rischio / uso rapido

Budget e velocità

Carta trattata (se compatibile)


Accessibilità: triangolo Braille e leggibilità inclusiva

Quando usare il triangolo Braille (e perché conviene anche oltre l’obbligo)

  • obbligatorio in specifici casi per prodotti pericolosi destinati al pubblico (Italia)

  • utile come best practice: aumenta sicurezza e riduce errori d’uso

  • può integrare riconoscimento tattile del rischio per persone ipovedenti/non vedenti


Etichette e logistica: ADR, magazzino, export e tracciabilità

Requisiti pratici per resistere nella supply chain

Durante trasporto ADR e movimentazione le etichette devono:

  • resistere a urti, vibrazioni, sfregamenti

  • restare leggibili sotto pioggia/umidità

  • non staccarsi durante stoccaggio prolungato

  • prevenire blocchi doganali (etichette danneggiate = contestazioni)


Fonti ufficiali utilizzate

  • Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) – EUR-Lex

  • Aggiornamenti normativi UE (es. Reg. (UE) 2024/2865) – EUR-Lex

  • Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) – guidance e comunicazioni

  • INAIL – documenti divulgativi e indicazioni operative sulla comunicazione del rischio

  • EU-OSHA – panoramica istituzionale CLP


FAQ

1. Quali informazioni devono essere presenti su un’etichetta per prodotti chimici?Devono includere i dati del fornitore, pittogrammi di pericolo, avvertenze, frasi H e P, quantità, nome del prodotto e eventuali indicazioni supplementari, come previsto dal regolamento CLP.

2. Quali sono i materiali migliori per etichette chimiche resistenti? PET e PP sono i più usati per la loro resistenza a solventi, abrasioni e alte temperature. Le carte speciali trattate possono essere usate per prodotti a basso rischio.

3. Come si garantisce la conformità al regolamento CLP 2025? Assicurati che le etichette includano tutte le informazioni obbligatorie e che il design rispetti le nuove direttive UE 2024/2865, incluse le novità sull’etichettatura digitale e le classi di pericolo aggiuntive.

4. Le etichette devono resistere ai solventi e all’umidità? Sì. La resistenza meccanica e chimica è un requisito essenziale. Etichette deteriorate o illeggibili possono comportare sanzioni o rischi di sicurezza.

5. Chi può aiutarmi a realizzare etichette conformi? Un etichettificio industriale come Alkam, specializzato nel settore chimico, può garantire materiali certificati, consulenza tecnica e conformità alle più recenti normative europee.


Conclusioni

Le etichette per prodotti chimici devono essere conformi al CLP, ma soprattutto resistenti e leggibili nelle condizioni reali in cui vengono usate: produzione, magazzino, trasporto ADR, export. La scelta corretta di materiale, adesivo e stampa è spesso ciò che separa un’etichetta “a norma sulla carta” da un’etichetta davvero sicura sul campo.


Se vuoi validare la soluzione più adatta al tuo caso d’uso, possiamo supportarti nella scelta del materiale e nel test su campioni reali (superficie, temperatura, agenti chimici e logistica).



Chi ha scritto questo articolo

Questo contenuto è redatto dal team tecnico di Alkam, etichettificio industriale specializzato in etichette per settori regolati e ambienti critici. Lavoriamo quotidianamente con aziende chimiche e industriali per progettare e stampare etichette conformi al CLP, resistenti a solventi, umidità, abrasione e condizioni di trasporto ADR. Supportiamo i clienti nella scelta di materiali e adesivi, nella definizione del layout per la massima leggibilità e nella validazione tramite test su campioni reali.

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